Poliuretano a spruzzo

Isolamento in poliuretano a spruzzo

Polyspray Srl · Isolamento professionale

ISOLAMENTI IN POLIURETANO A SPRUZZO

Il poliuretano a spruzzo permette di realizzare isolamenti termici continui su sottotetti, solai, tetti, pareti, pavimenti, coperture e strutture industriali.

Il materiale viene prodotto direttamente in cantiere attraverso speciali macchinari bicomponenti e applicato sulla superficie da isolare. In pochi secondi si espande, aderisce al supporto e forma uno strato rigido, uniforme e privo delle normali giunzioni presenti tra i pannelli isolanti.

Polyspray Srl esegue interventi professionali di isolamento con poliuretano espanso a spruzzo in ambito civile, commerciale, agricolo e industriale.

Guida completa

Poliuretano a spruzzo: caratteristiche, funzionamento, vantaggi e utilizzi.

Che cos’è il poliuretano a spruzzo e come viene applicato?

IIl poliuretano a spruzzo è un sistema isolante ad alte prestazioni applicato direttamente in cantiere sulle superfici da coibentare. Viene impiegato per l’isolamento termico di tetti, sottotetti, solai, pareti, pavimenti, coperture e strutture con forme complesse, dove la posa di pannelli tradizionali può risultare più difficile o lasciare punti di discontinuità.

La sua caratteristica principale è la capacità di formare uno strato isolante direttamente sul supporto. Il materiale non viene fornito sotto forma di pannelli da tagliare, accostare e fissare, ma nasce sulla superficie attraverso la reazione controllata di due componenti liquidi. Questi vengono mantenuti separati all’interno dell’impianto e si incontrano soltanto nella pistola professionale utilizzata dall’operatore.

Nel momento in cui la miscela viene spruzzata, inizia una reazione molto rapida: il materiale aumenta di volume, segue la conformazione del supporto e indurisce in pochi secondi. Si forma così una schiuma rigida e aderente, generalmente caratterizzata da un’elevata percentuale di celle chiuse, capace di creare una barriera termica continua e stabile.

L’applicazione a spruzzo permette al poliuretano di aderire direttamente a numerosi supporti opportunamente preparati, come calcestruzzo, laterizio, legno, lamiera e altri materiali da costruzione compatibili. La schiuma si adatta a pendenze, travi, spigoli, tubazioni, canalizzazioni, dislivelli e superfici non perfettamente regolari, rivestendo anche i punti che sarebbero difficili da trattare con elementi prefabbricati.

Il risultato è uno strato isolante monolitico, cioè formato da un unico corpo continuo, senza le normali fughe presenti tra un pannello e l’altro. Questa continuità riduce i passaggi d’aria e limita le discontinuità dell’isolamento, contribuendo a diminuire i ponti termici legati alla posa e a rendere più uniforme la protezione dell’intera superficie.

La struttura a celle chiuse conferisce al poliuretano una combinazione di proprietà particolarmente adatta agli interventi edilizi. Oltre all’elevata capacità isolante, il materiale presenta una buona rigidità, una resistenza meccanica superiore rispetto alle schiume morbide a celle aperte e un assorbimento d’acqua generalmente contenuto. Le prestazioni precise dipendono comunque dalla formulazione utilizzata, dalla densità, dallo spessore applicato e dai valori riportati nella relativa documentazione tecnica.

Uno degli aspetti più importanti del poliuretano a spruzzo è la sua bassa conducibilità termica, indicata dal valore lambda, rappresentato dal simbolo λ. Più questo valore è basso, minore è la quantità di calore che riesce ad attraversare il materiale. Per questo motivo il poliuretano rigido a celle chiuse consente normalmente di raggiungere buone prestazioni termiche con spessori più contenuti rispetto a diversi isolanti tradizionali.

Questa caratteristica risulta particolarmente utile nei sottotetti, nei solai e nelle zone tecniche dove lo spazio disponibile è limitato. Ridurre lo spessore dell’isolante permette infatti di conservare un maggiore volume utile, evitando di occupare inutilmente lo spazio con strati molto voluminosi.

Il poliuretano è un materiale estremamente versatile. Attraverso l’impiego di differenti formulazioni, catalizzatori, agenti espandenti e additivi, può assumere caratteristiche diverse in funzione dell’utilizzo previsto. Può essere prodotto in forma rigida, semirigida o flessibile e può essere adattato alle esigenze di numerosi settori industriali.

Anche se spesso non viene riconosciuto immediatamente, il poliuretano è presente in moltissimi oggetti e componenti della vita quotidiana. Viene utilizzato nella produzione di frigoriferi e congelatori, pannelli isolanti, celle frigorifere, materassi, divani, imbottiture, sedili automobilistici, componenti tecnici, elementi di arredamento, apparecchiature industriali e numerosi altri prodotti.

Nell’edilizia, la versione applicata a spruzzo viene scelta soprattutto per la capacità di combinare isolamento termico, continuità della superficie e adattabilità. La schiuma viene prodotta direttamente nel punto in cui deve restare e aderisce al supporto senza richiedere il taglio e l’accostamento di elementi separati.

Questa modalità di posa consente di limitare la presenza di vuoti, fessure e zone non perfettamente isolate. Con i pannelli, infatti, la qualità finale dipende molto dalla precisione dei tagli, dalla regolarità del supporto e dalla corretta sigillatura delle giunzioni. Il poliuretano a spruzzo segue invece direttamente la geometria della superficie e forma uno strato unico anche attorno a elementi strutturali e impiantistici.

Non significa che il materiale possa eliminare automaticamente qualsiasi ponte termico strutturale presente nell’edificio. Pilastri, travi passanti, balconi e altri elementi costruttivi devono essere valutati nell’ambito dell’intera stratigrafia. La posa continua del poliuretano permette però di ridurre in modo significativo le discontinuità causate dall’isolante stesso.

Grazie alla struttura rigida e alla buona resistenza alla compressione, il poliuretano a celle chiuse può essere utilizzato anche per realizzare un isolamento sottotetto calpestabile, quando il prodotto e lo spessore scelti risultano idonei a questo impiego.

Dopo l’indurimento, la superficie può consentire il passaggio occasionale necessario per ispezioni, manutenzione degli impianti, controllo della copertura, interventi sulle antenne o accesso alle zone tecniche. A differenza degli isolanti morbidi o sfusi, il materiale non viene facilmente schiacciato o spostato dal normale passaggio di una persona.

Il sottotetto può quindi rimanere accessibile e funzionale senza dover necessariamente realizzare una nuova pavimentazione su tutta la superficie. Questo rappresenta un vantaggio importante per chi desidera migliorare l’isolamento dell’abitazione senza rinunciare completamente all’utilizzo dello spazio superiore.

La calpestabilità deve però essere valutata correttamente. Un sottotetto utilizzato soltanto per controlli occasionali non richiede le stesse prestazioni di un locale adibito a deposito permanente. In presenza di scaffalature, oggetti pesanti, passaggi frequenti o carichi concentrati, può essere necessario integrare l’isolamento con camminamenti, pannelli rigidi, tavolati o altri elementi progettati per distribuire il peso.

Un’altra caratteristica delle schiume a celle chiuse è il ridotto assorbimento d’acqua rispetto a numerosi materiali fibrosi. La struttura compatta limita la penetrazione dell’acqua all’interno dello strato e rende il materiale meno sensibile a episodi occasionali di umidità.

Il poliuretano isolante non deve tuttavia essere confuso con una membrana impermeabilizzante. Eventuali infiltrazioni provenienti dal tetto, guaine deteriorate, tegole rotte o problemi della copertura devono essere individuati e risolti prima dell’applicazione. Quando è richiesta una vera impermeabilizzazione, è necessario prevedere un sistema specifico compatibile con il supporto e con l’esposizione prevista.

Una volta applicato correttamente, il poliuretano forma uno strato stabile che non si comporta come un materiale sfuso. Non tende quindi ad accumularsi, spostarsi o assestarsi in una parte della superficie, mantenendo nel tempo la propria posizione e la continuità dell’isolamento.

La qualità del risultato dipende però in modo determinante dalla posa. I due componenti devono essere dosati e miscelati nel rapporto corretto, mentre temperature, pressione, portata e condizioni del supporto devono essere controllate durante l’intervento. Una regolazione errata potrebbe produrre una schiuma irregolare, troppo morbida, poco aderente o non completamente reagita.

Per questo motivo l’applicazione deve essere eseguita con attrezzature professionali bicomponenti e da operatori formati. I componenti vengono riscaldati e trasportati separatamente attraverso tubazioni dedicate, quindi miscelati all’interno della pistola soltanto nell’istante precedente alla spruzzatura.

L’operatore applica normalmente il materiale attraverso più passaggi successivi, controllando lo sviluppo della schiuma e lo spessore finale. La posa a strati consente di gestire meglio la reazione, mantenere una struttura cellulare regolare e ottenere una superficie più uniforme.

Il poliuretano a spruzzo rappresenta quindi una soluzione particolarmente indicata per chi cerca un isolamento:

  • continuo e aderente;
  • realizzato direttamente in opera;
  • adatto anche a supporti irregolari;
  • privo delle normali giunzioni tra pannelli;
  • caratterizzato da una bassa conducibilità termica;
  • rigido e resistente;
  • utilizzabile anche nei sottotetti praticabili;
  • stabile e durevole nel tempo;
  • realizzabile con spessori differenti in base al progetto.

Grazie alla combinazione tra elevate prestazioni termiche, rapidità di applicazione, resistenza meccanica e capacità di seguire qualsiasi geometria, il poliuretano a spruzzo costituisce una delle soluzioni più efficaci per la coibentazione di tetti, solai e sottotetti, soprattutto quando si desidera ottenere un isolamento uniforme con uno spessore contenuto e mantenere la superficie accessibile per le future manutenzioni.

poliuretano a spruzzo
Schiuma poliuretanica applicata direttamente in opera su superfici orizzontali e verticali.

La densità effettivamente utilizzata può variare in base alla formulazione, alla destinazione d’uso e alla resistenza meccanica richiesta.

Il poliuretano non viene utilizzato soltanto nell’edilizia. È presente anche in:

  • frigoriferi e congelatori;
  • celle frigorifere;
  • componenti automobilistici;
  • arredamento;
  • materassi e imbottiture;
  • pannelli isolanti;
  • tubazioni;
  • serbatoi;
  • apparecchiature industriali.

Nell’applicazione a spruzzo, il vantaggio principale è che il materiale si forma direttamente sulla superficie da isolare.

Non deve quindi essere tagliato e adattato come un pannello: segue automaticamente pendenze, spigoli, tubazioni, travi e irregolarità del supporto.

Per l’isolamento termico di edifici vengono normalmente impiegate schiume rigide a celle chiuse.

Le schiume a celle aperte hanno invece densità più bassa, struttura più morbida e resistenza meccanica inferiore. Possono essere utilizzate in pareti, controsoffitti o intercapedini, ma non sono generalmente adatte a superfici che devono essere calpestate o sottoposte a carichi.

La differenza principale può essere riassunta così:

CaratteristicaCelle chiuseCelle aperte
StrutturaRigida e compattaMorbida e leggera
DensitàGeneralmente più elevataGeneralmente più bassa
Conducibilità termicaPiù bassaPiù alta
Resistenza a compressioneElevataRidotta
Assorbimento d’acquaLimitatoMaggiore
CalpestabilitàPossibile con prodotto idoneoNon indicata
Impiego principaleTetti, solai, pavimenti, coperturePareti e cavità interne
Spessore necessarioGeneralmente minoreGeneralmente maggiore
Isolamento di un sottotetto con poliuretano a spruzzo a celle chiuse
Isolamento continuo di un sottotetto, adattato a travi, tubazioni e geometrie irregolari.

Tetto, solaio e sottotetto

Qual è il miglior isolamento termico per sottotetto, tetto e solaio?

La scelta del miglior isolamento per sottotetto, tetto e solaio dipende da diversi fattori: lo spazio disponibile, le prestazioni termiche richieste, la presenza di ponti termici, l’utilizzo finale della superficie e le condizioni ambientali, come l’umidità o la possibilità di infiltrazioni accidentali.

Tra i sistemi isolanti più performanti oggi disponibili, il poliuretano a spruzzo è generalmente considerato la soluzione più efficace quando si desidera ottenere il massimo isolamento termico con il minimo spessore.

La posa continua e priva di giunzioni crea una barriera isolante uniforme, perfettamente aderente al supporto, che elimina i ponti termici e rende sottotetti e solai realmente calpestabili.

La calpestabilità del poliuretano a spruzzo non è soltanto teorica, ma concreta e realmente sfruttabile nell’utilizzo quotidiano del sottotetto.

Una volta terminata la posa, la superficie può essere percorsa a piedi in sicurezza. È quindi possibile accedere al sottotetto, eseguire ispezioni, effettuare interventi di manutenzione o realizzare lavori tecnici senza rischiare di comprimere, schiacciare o danneggiare lo strato isolante.

Elettricisti, antennisti e altri tecnici possono salire tranquillamente nel sottotetto per installare, controllare o riparare antenne, impianti, cavi e canalizzazioni.

Il sottotetto può inoltre essere utilizzato come spazio di appoggio per oggetti, scatoloni o altri materiali, possibilità che non viene offerta dagli isolanti tradizionali soffici, fibrosi o sfusi.

Un altro importante vantaggio dell’isolamento in poliuretano a spruzzo è la capacità di proteggere la struttura da piccole infiltrazioni accidentali, come gocce d’acqua causate da tegole spostate, fenomeni di condensa o micro-perdite occasionali.

La schiuma poliuretanica a celle chiuse non assorbe acqua, non si impregna e non perde le proprie prestazioni isolanti in presenza di umidità accidentale.

Al contrario, isolanti tradizionali come la lana di roccia o la cellulosa, quando vengono bagnati anche soltanto parzialmente, perdono efficacia isolante, possono favorire la formazione di muffe e cattivi odori e contribuire a trasportare umidità verso gli ambienti interni.

Una volta compromessi dall’acqua o dall’umidità, questi materiali possono inoltre risultare difficili e costosi da rimuovere e smaltire.

Anche i pannelli isolanti, pur essendo prodotti validi, vengono semplicemente appoggiati, incollati oppure fissati meccanicamente alla superficie.

Persino quando dispongono di incastri maschio-femmina, rimangono comunque presenti linee di giunzione e possibili micro-fughe tra un pannello e quello successivo.

Con il passare del tempo, gli assestamenti dell’edificio, le dilatazioni termiche, i movimenti della struttura o le irregolarità del supporto possono aumentare queste piccole aperture.

Le discontinuità tra i pannelli possono così trasformarsi in punti di passaggio per aria e umidità.

In presenza di pioggia battente, tegole spostate o infiltrazioni accidentali, l’acqua può attraversare le fughe tra i pannelli, raggiungere lo strato isolante e ridurne l’efficacia.

Il poliuretano a spruzzo, invece, aderisce direttamente al supporto e crea uno strato monolitico, uniforme, continuo e privo di interruzioni.

La continuità del manto isolante riduce drasticamente il rischio che si formino passaggi attraverso i quali possano penetrare aria o acqua.

Un altro aspetto spesso sottovalutato nell’isolamento di tetti, sottotetti e solai riguarda la possibile presenza di roditori e insetti.

Materiali come la lana di roccia e la cellulosa, essendo soffici, fibrosi oppure distribuiti in forma sfusa, possono diventare con il tempo un ambiente favorevole per topi, ghiri e altri roditori.

Questi animali possono scavare all’interno dell’isolante, creare passaggi e tane e lasciare escrementi, provocando evidenti problemi igienici e potenziali rischi per la salute.

Il poliuretano a spruzzo, dopo l’indurimento, forma invece una massa rigida, compatta e continua, priva di cavità interne e di materiali fibrosi.

Questa struttura rende estremamente difficile per roditori e insetti scavare passaggi, costruire tane o stabilirsi all’interno dello strato isolante.

Il sottotetto può quindi rimanere più pulito, igienico, stabile e funzionale nel corso degli anni.

Per tutti questi motivi, il poliuretano a spruzzo è spesso considerato il miglior isolamento per sottotetto, tetto e solaio, soprattutto quando si desidera un materiale realmente calpestabile, non polveroso, utilizzabile come superficie tecnica, resistente all’umidità e alle infiltrazioni accidentali e capace di conservare elevate prestazioni isolanti per molti anni.

Posa professionale di poliuretano a spruzzo su una copertura
Applicazione professionale mediante macchina bicomponente, tubazioni riscaldate e pistola di miscelazione.

Come funziona il poliuretano a spruzzo?

Il funzionamento del poliuretano a spruzzo si basa sulla miscelazione ad alta pressione di poliolo e isocianato direttamente all’interno della pistola di applicazione.

Quando i due componenti entrano in contatto, si avvia immediatamente una reazione chimica. La miscela si trasforma in schiuma, aumenta rapidamente di volume, penetra nelle fessure e nelle cavità, aderisce al supporto e solidifica nel giro di pochi secondi.

Questo procedimento consente di realizzare un isolamento termico omogeneo, continuo e privo di giunzioni, con tempi di applicazione rapidi e, nella maggior parte degli interventi, senza la necessità di eseguire demolizioni.

Componenti del poliuretano a spruzzo: poliolo e isocianato

La schiuma poliuretanica nasce dall’unione di due componenti: il poliolo e l’isocianato.

I due materiali vengono trasportati separatamente attraverso la macchina e le tubazioni, per poi essere dosati e miscelati ad alta pressione all’interno della pistola di spruzzo.

La reazione tra poliolo e isocianato genera una schiuma che aderisce direttamente alle superfici e si adatta anche ai punti più difficili da raggiungere.

Il materiale segue la forma del supporto, avvolge le irregolarità e raggiunge zone nelle quali la posa di pannelli isolanti risulterebbe più complessa.

Grazie all’applicazione continua e all’assenza di giunzioni tra elementi separati, il poliuretano a spruzzo riduce i ponti termici e le discontinuità tipiche dei sistemi isolanti realizzati con pannelli.

Espansione e solidificazione della schiuma poliuretanica

Subito dopo la spruzzatura, la schiuma poliuretanica inizia a espandersi, riempiendo cavità, fessure e irregolarità presenti sulla superficie.

Nel giro di pochi secondi il materiale completa la prima fase di solidificazione e forma uno strato isolante rigido, stabile e resistente.

Il risultato finale è una barriera termica continua, aderente e priva di interruzioni, in grado di iniziare immediatamente a svolgere la propria funzione isolante.

Solaio isolato con poliuretano a spruzzo rigido e calpestabile
Poliuretano rigido a celle chiuse applicato sulla soletta di un sottotetto.

Resistenza meccanica

Il poliuretano a spruzzo può essere utilizzato come superficie calpestabile?

Sì. Quando viene impiegata una schiuma rigida a celle chiuse con densità e caratteristiche meccaniche adeguate, il poliuretano a spruzzo può creare una superficie resistente al passaggio delle persone.

La capacità di sopportare i carichi dipende dal sistema utilizzato e deve essere verificata attraverso la relativa documentazione tecnica e la dichiarazione di prestazione.

Nei prodotti destinati all’isolamento di solai, sottotetti e coperture, la resistenza alla compressione può essere indicativamente compresa tra 200 e 300 kPa, corrispondenti a circa 2–3 kg/cm².

Dopo l’indurimento, il materiale forma uno strato rigido, compatto e continuo, sul quale è possibile camminare per svolgere normali attività di controllo e manutenzione.

La superficie può quindi essere utilizzata per:

  • accedere al sottotetto;
  • ispezionare il tetto;
  • controllare eventuali infiltrazioni;
  • effettuare la manutenzione degli impianti;
  • raggiungere antenne e apparecchiature;
  • verificare cavi, tubazioni e canalizzazioni;
  • accedere alle zone tecniche dell’edificio.

Questa caratteristica consente di mantenere il sottotetto praticabile senza comprimere, spostare o danneggiare l’isolante, come può invece accadere con materiali morbidi, fibrosi o sfusi.

La possibilità di camminare sul poliuretano non significa, tuttavia, che qualsiasi schiuma possa essere considerata automaticamente equivalente a una pavimentazione tradizionale.

Per un sottotetto utilizzato soltanto in occasione di ispezioni o interventi tecnici, una schiuma rigida con adeguata resistenza meccanica può essere sufficiente.

Quando invece la superficie deve essere utilizzata frequentemente come deposito, sostenere scatoloni, scaffalature, attrezzature o altri carichi concentrati, è necessario valutare con maggiore attenzione:

  • densità della schiuma;
  • resistenza alla compressione;
  • spessore applicato;
  • regolarità e solidità della soletta;
  • peso degli oggetti da appoggiare;
  • distribuzione dei carichi;
  • frequenza del passaggio;
  • eventuale necessità di pannelli, camminamenti o superfici di ripartizione.

In presenza di carichi importanti può quindi essere opportuno proteggere il poliuretano con pannelli rigidi, tavolati o camminamenti progettati per distribuire il peso su una superficie più ampia.

Il poliuretano a spruzzo rappresenta comunque una soluzione particolarmente efficace per realizzare un isolamento del sottotetto calpestabile, perché unisce isolamento termico, continuità dello strato e resistenza meccanica, mantenendo lo spazio accessibile e funzionale dopo l’intervento.

Schiuma poliuretanica applicata a parete e copertura
La schiuma segue la superficie e forma un isolamento aderente e senza giunzioni.

Preparazione e posa

Come viene applicato il poliuretano a spruzzo?

L’applicazione viene eseguita con macchinari professionali che dosano, riscaldano e pressurizzano separatamente i due componenti.

Prima della posa è necessario verificare il supporto.

La superficie deve essere:

  • solida;
  • pulita;
  • asciutta;
  • priva di polvere;
  • priva di grassi e oli;
  • senza parti friabili;
  • sufficientemente stabile;
  • compatibile con il sistema applicato.

Quando è presente un vecchio isolamento deteriorato, può essere necessario rimuoverlo e pulire completamente la soletta.

Vengono inoltre protette tutte le zone che non devono ricevere il materiale:

  • serramenti;
  • tubazioni da mantenere accessibili;
  • apparecchiature;
  • impianti;
  • pareti finite;
  • aperture;
  • elementi in movimento.
poliuretano a spruzzo
Applicazione continua su soffitto, pareti e dettagli costruttivi di un locale tecnico.

Durante l’applicazione, l’operatore deposita il materiale mediante passaggi regolari fino a raggiungere lo spessore previsto.

Lo spessore può essere controllato in differenti punti della superficie.

La posa è rapida e, su un sottotetto facilmente accessibile, può spesso essere completata in una giornata.

Il tempo effettivo dipende da:

  • metri quadrati;
  • spessore;
  • preparazione;
  • accessibilità;
  • presenza di ostacoli;
  • necessità di rimuovere il vecchio isolante;
  • condizioni ambientali;
  • geometria della superficie.

Durabilità

Quanto dura il poliuretano a spruzzo?

Il poliuretano espanso rigido è un materiale stabile che non si assesta come gli isolanti sfusi e non si comprime facilmente come i materiali morbidi.

Studi e valutazioni sulla durabilità del poliuretano rigido indicano una vita utile che, nelle normali condizioni d’impiego, può superare i 50 anni.

La durata effettiva dipende da:

  • qualità dei componenti;
  • corretta miscelazione;
  • densità ottenuta;
  • adesione al supporto;
  • spessore;
  • protezione meccanica;
  • esposizione all’acqua;
  • esposizione ai raggi ultravioletti;
  • condizioni della struttura;
  • qualità della posa.

Applicazioni esterne: la schiuma non deve essere lasciata direttamente esposta al sole. I raggi ultravioletti possono degradare progressivamente lo strato superficiale; deve quindi essere protetta con un rivestimento compatibile, una membrana, un massetto o un altro sistema previsto dal progetto.

Prezzo indicativo

Quanto costa il poliuretano a spruzzo al mq? (costo €/mq)

Il costo del poliuretano a spruzzo dipende da diversi fattori.

Indicativamente, per tetti, sottotetti e solai con superficie adeguata, il prezzo può partire da circa 20 euro e arrivare a circa 50 euro al metro quadrato.

Il valore non può essere uguale per tutti i lavori.

Sul prezzo incidono:

  • superficie complessiva;
  • spessore richiesto;
  • densità;
  • consumo di materiale;
  • tipo di superficie;
  • accessibilità;
  • località del cantiere;
  • altezza;
  • presenza di travi e impianti;
  • preparazione del supporto;
  • rimozione del vecchio isolante;
  • necessità di ponteggi o piattaforme;
  • protezione finale;
  • dimensione minima dell’intervento.

Nei cantieri piccoli

Il prezzo al metro quadrato può aumentare perché devono essere comunque sostenuti i costi di:

  • trasporto della macchina;
  • avviamento dell’impianto;
  • riscaldamento dei componenti;
  • preparazione e protezione;
  • pulizia delle attrezzature;
  • personale;
  • organizzazione del cantiere.

Per ricevere una stima è necessario indicare almeno località, metri quadrati, spessore desiderato, tipo di superficie, fotografie e accessibilità.

Agevolazioni

Si possono ottenere detrazioni fiscali (Ecobonus / Bonus Casa)?

Sì, gli interventi di isolamento termico possono rientrare tra le opere ammesse alle agevolazioni fiscali quando vengono rispettati i requisiti previsti dalla normativa vigente.

La possibilità di utilizzare una detrazione dipende da:

  • tipologia di immobile;
  • soggetto che sostiene la spesa;
  • titolo sull’immobile;
  • tipo di intervento;
  • valori di trasmittanza raggiunti;
  • documentazione tecnica;
  • modalità di pagamento;
  • eventuale comunicazione ENEA;
  • normativa in vigore nell’anno della spesa.

Quando l’intervento deve raggiungere una determinata prestazione energetica, lo spessore non può essere scelto soltanto in modo indicativo.

È necessario considerare la stratigrafia esistente e il calcolo eseguito da un tecnico abilitato.

Polyspray può fornire la documentazione relativa al prodotto effettivamente utilizzato e all’intervento eseguito.

Detrazioni fiscali per l’isolamento nel 2026

Gli interventi di isolamento termico possono beneficiare delle agevolazioni fiscali quando l’immobile, il tipo di intervento e i requisiti tecnici rientrano nelle condizioni previste. Per le spese 2026 sono previste, nei casi applicabili, aliquote del 36% e fino al 50% per l’abitazione principale, con condizioni che devono essere verificate prima dell’ordine e del pagamento.

Polyspray può fornire i dati tecnici disponibili relativi al sistema applicato, allo spessore e alla superficie trattata. Per evitare errori su bonifico parlante, documentazione ed eventuale pratica ENEA, abbiamo preparato una guida dedicata.

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Prestazioni e continuità

Quali sono i vantaggi del poliuretano a spruzzo?

Elevato isolamento

Elevato isolamento termico con spessore contenuto e possibile riduzione delle dispersioni.

Strato continuo

Applicazione continua, senza le normali giunzioni dei pannelli, con adesione diretta alla superficie.

Supporti complessi

Riempimento di fessure, irregolarità e punti difficili su superfici orizzontali, verticali e inclinate.

Struttura rigida

Possibilità di realizzare sottotetti calpestabili con schiume a celle chiuse di resistenza adeguata.

Stabile nel tempo

Nessun assestamento tipico degli isolanti sfusi e lunga durata nelle corrette condizioni d’impiego.

Applicazione rapida

Posa meccanizzata e possibilità di scegliere differenti spessori e densità in base al progetto.

  • ridotto assorbimento d’acqua nelle schiume a celle chiuse;
  • riduzione delle discontinuità e dei passaggi d’aria;
  • migliore comfort invernale ed estivo;
  • possibile riduzione dei consumi per riscaldamento e raffrescamento.

Il risparmio energetico effettivo non è uguale per ogni edificio. Dipende dalla superficie isolata, dallo spessore applicato, dalla situazione iniziale, dagli impianti e dalle abitudini di utilizzo.

Conducibilità termica

Eccellenti proprietà isolanti (λ)

La capacità isolante di un materiale viene indicata attraverso la conducibilità termica lambda, rappresentata dal simbolo λ.

Il valore si esprime in:

W/(m·K)

Più il valore λ è basso, minore è la quantità di calore che attraversa il materiale.

Per le schiume poliuretaniche rigide applicate a spruzzo con oltre il 90% di celle chiuse, i valori iniziali possono trovarsi indicativamente tra:

λ iniziale: 0,022–0,024 W/mK

Il valore dichiarato, che considera anche l’invecchiamento della schiuma, può trovarsi normalmente intorno a:

λD: 0,028–0,031 W/mK

Il valore preciso deve essere sempre quello riportato nella dichiarazione di prestazione del sistema realmente applicato.

A parità di resistenza termica, un materiale con lambda più basso richiede uno spessore inferiore.

Confronto indicativo:

MaterialeConducibilità termica indicativa
Poliuretano a spruzzo a celle chiuseλD circa 0,022–0,031 W/mK
Lana di vetrocirca 0,032–0,040 W/mK
Lana di rocciacirca 0,035–0,040 W/mK
Cellulosacirca 0,038–0,042 W/mK
Sugherocirca 0,037–0,045 W/mK
EPScirca 0,031–0,040 W/mK

Questi valori rappresentano intervalli indicativi. Ogni materiale deve essere confrontato utilizzando il valore dichiarato dal produttore e lo spessore realmente installato.

Confronto indicativo degli spessori tra poliuretano a spruzzo, lane minerali, EPS, XPS e cellulosa

Continuità del sistema

Perché il poliuretano elimina i ponti termici?

La posa a spruzzo crea una barriera isolante continua.

A differenza dei pannelli, il materiale non viene tagliato e accostato, ma si forma direttamente sulla superficie.

La schiuma segue:

  • spigoli;
  • pendenze;
  • tubazioni;
  • travi;
  • cavi;
  • canalizzazioni;
  • superfici curve;
  • irregolarità;
  • dettagli costruttivi.

L’assenza di fughe tra pannelli riduce le discontinuità attraverso le quali possono passare aria e calore.

Il poliuretano contribuisce quindi a limitare i ponti termici dovuti alla posa dell’isolante.

Non può però eliminare automaticamente tutti i ponti termici strutturali, come quelli presenti in balconi, pilastri o travi passanti. Il risultato finale dipende dalla continuità dell’intero involucro edilizio.

Strato continuo di poliuretano a spruzzo su pareti e copertura
Lo strato si adatta ai dettagli costruttivi e limita le discontinuità tipiche dei materiali tagliati e accostati.

Impieghi

Dove può essere utilizzato il poliuretano a spruzzo?

Il poliuretano può essere applicato su superfici piane, inclinate e verticali.

Le applicazioni più comuni comprendono:

  • sottotetti;
  • solai;
  • tetti piani;
  • tetti inclinati;
  • sottotegola;
  • pavimenti;
  • sottofondi;
  • pareti interne;
  • pareti esterne;
  • soffitti;
  • plafoni;
  • coperture metalliche;
  • capannoni;
  • magazzini;
  • strutture agricole;
  • celle frigorifere;
  • fondazioni;
  • muri controterra;
  • serbatoi;
  • tubazioni e superfici tecniche.

L’idoneità del supporto deve essere verificata prima dell’applicazione.

Locale tecnico isolato con poliuretano a spruzzo
Soffitto di ambiente produttivo isolato a spruzzo
Sottotetto isolato con schiuma poliuretanica
Solaio con poliuretano rigido a spruzzo
Posa del poliuretano a spruzzo in un edificio

Termoigrometria

Traspirabilità e comportamento al vapore

La traspirabilità non può essere descritta soltanto dicendo che un materiale “respira” oppure “non respira”.

Il passaggio del vapore viene valutato attraverso parametri tecnici specifici.

Uno dei principali è il fattore di resistenza alla diffusione del vapore, indicato con il simbolo μ.

Per il poliuretano rigido, il valore μ può variare indicativamente da circa 30 a 150, a seconda della densità, della struttura cellulare, della formulazione e delle condizioni superficiali.

Il valore preciso deve essere verificato nella dichiarazione di prestazione del prodotto utilizzato.

Lo spessore equivalente d’aria viene indicato con Sd e si calcola con la formula:

Sd = μ × s

dove:

  • Sd è espresso in metri;
  • μ è il fattore di resistenza al vapore;
  • s è lo spessore del materiale espresso in metri.

Il comportamento del pacchetto non dipende soltanto dal poliuretano, ma anche da:

  • posizione dell’isolante;
  • supporto;
  • finiture interne;
  • membrane;
  • guaine;
  • ventilazione;
  • condizioni climatiche;
  • umidità interna.

Quando esiste il rischio di condensa interstiziale, la stratigrafia deve essere verificata da un tecnico.

Valori Sd in funzione dello spessore installato

La tabella seguente è un esempio calcolato utilizzando μ = 70.

Il valore non deve essere considerato identico per qualsiasi schiuma. Deve essere sostituito con quello dichiarato per il materiale effettivamente impiegato.

Spessore applicatoCalcoloSd equivalente
6 cm70 × 0,06 m4,2 m
8 cm70 × 0,08 m5,6 m
10 cm70 × 0,10 m7,0 m
12 cm70 × 0,12 m8,4 m
16 cm70 × 0,16 m11,2 m
20 cm70 × 0,20 m14,0 m

I valori descrivono la resistenza offerta dallo strato alla diffusione del vapore.

Non indicano direttamente l’impermeabilità all’acqua liquida e non sostituiscono una verifica termoigrometrica dell’intero elemento edilizio.

Le proprietà relative alla trasmissione del vapore vengono determinate attraverso metodi di prova come la EN 12086, mentre i sistemi rigidi spruzzati per l’isolamento degli edifici rientrano nella famiglia normativa EN 14315.

Sicurezza

Reazione al fuoco

Il comportamento al fuoco deve essere verificato nella dichiarazione di prestazione del sistema applicato.

Molte schiume poliuretaniche rigide nude destinate all’applicazione a spruzzo sono classificate Euroclasse E secondo EN 13501-1.

La classe E significa che il prodotto soddisfa i requisiti previsti per tale classificazione, ma non è un materiale incombustibile.

Il comportamento reale in caso d’incendio dipende dall’intero pacchetto costruttivo, comprendente:

  • supporto;
  • spessore;
  • rivestimenti;
  • lastre di protezione;
  • intonaci;
  • intercapedini;
  • ventilazione;
  • destinazione dell’edificio.

Quando previsto dal progetto, il poliuretano può essere protetto con lastre, intonaci o rivestimenti aventi specifiche caratteristiche antincendio.

La classe esatta deve essere riportata sulla documentazione del prodotto effettivamente utilizzato da Polyspray in ciascun intervento.

Esempi di intervento

Applicazioni comuni

Sottotetti e solai

Isolamento continuo, rigido e calpestabile.

Tetti e sottotegola

Riduzione delle dispersioni attraverso coperture piane o inclinate.

Pavimenti e sottofondi

Isolamento sopra o intorno agli impianti.

Pareti e plafoni

Incremento delle prestazioni termiche, anche con applicazione dal basso.

Capannoni e magazzini

Isolamento rapido di superfici estese e coperture metalliche preparate.

Celle e superfici tecniche

Continuità dello strato termoisolante su forme e dettagli complessi.

Preventivo personalizzato

Contatti

Vuoi ricevere un preventivo personalizzato per il tuo isolamento?

Invia a Polyspray:

  • località del cantiere;
  • superficie in metri quadrati;
  • fotografie;
  • tipo di supporto;
  • spessore richiesto, se conosciuto;
  • accessibilità;
  • presenza di un vecchio isolante.

Telefono: 380 599 3568
E-mail: info@polyspray.it
Sito: www.polyspray.it

Operiamo principalmente in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria.

Per lavori di dimensioni adeguate valutiamo interventi anche in altre regioni italiane.

Servizio completo

Poliuretano a spruzzo per isolamento tetto e sottotetto calpestabile

Polyspray offre un servizio completo per l’isolamento di tetti, solai e sottotetti.

In base alle condizioni del cantiere, il servizio può comprendere:

  • sopralluogo;
  • valutazione della superficie;
  • protezione delle aree circostanti;
  • rimozione del vecchio isolante;
  • raccolta e smaltimento;
  • pulizia della soletta;
  • preparazione del supporto;
  • applicazione del poliuretano;
  • verifica dello spessore;
  • documentazione tecnica del materiale utilizzato.

Il prodotto applicato viene scelto in funzione della superficie, dello spessore e della prestazione richiesta.

Non siamo vincolati a un unico produttore: selezioniamo sistemi professionali dotati della documentazione necessaria e adatti al lavoro da eseguire.

Polyspray Srl: isolamento tetti e sottotetti con poliuretano a spruzzo

Polyspray utilizza impianti professionali bicomponente per poliuretano a spruzzo, tra cui sistemi Graco Reactor, con tubazioni riscaldate e pistole di miscelazione ad alta pressione.

L’attrezzatura mantiene separati il poliolo e l’isocianato fino al momento della spruzzatura e permette di controllare:

  • temperatura;
  • pressione;
  • rapporto di miscelazione;
  • portata;
  • regolarità della schiuma;
  • spessore applicato.

Per ogni intervento valutiamo le condizioni del supporto e la destinazione finale della superficie.

Oltre all’isolamento in poliuretano, realizziamo impermeabilizzazioni continue con poliurea a spruzzo per terrazzi, coperture, pavimentazioni, vasche e superfici tecniche compatibili.

Applicazione rapida di isolamento in poliuretano a spruzzo

Tempi di intervento

ISOLARE CASA IN POCHE ORE

L’applicazione meccanizzata permette di isolare rapidamente grandi superfici.

In condizioni favorevoli, un sottotetto di dimensioni normali può essere completato in poche ore o nell’arco di una giornata.

Il tempo necessario dipende da:

  • superficie;
  • spessore;
  • accessibilità;
  • preparazione;
  • ostacoli;
  • rimozione del vecchio isolante;
  • condizioni del supporto.

L’isolamento del tetto o del solaio contribuisce a ridurre le dispersioni in inverno e l’ingresso di calore durante l’estate.

Un involucro meglio isolato permette agli impianti di lavorare meno e può ridurre i consumi energetici.

Con il poliuretano a spruzzo è possibile isolare sottotetti, tetti, solai, sottopavimenti, pareti perimetrali, pareti interne, soffitti, plafoni, capannoni, magazzini, coperture e strutture agricole.

Quando occorre anche una protezione impermeabile esterna, può essere studiato un sistema combinato con poliurea a spruzzo.

Controllo del cantiere

Poliuretano a spruzzo: isolamenti professionali Polyspray

Ogni intervento viene valutato in base alle caratteristiche reali del cantiere.

Prima dell’applicazione verifichiamo:

  • materiale del supporto;
  • stabilità;
  • pulizia;
  • umidità;
  • temperatura;
  • accessibilità;
  • spessore richiesto;
  • eventuali protezioni;
  • destinazione d’uso.

L’obiettivo è ottenere uno strato regolare, aderente e continuo, scegliendo la formulazione tecnica più adatta all’intervento.

Verifica la disponibilità nella tua zona

Contatta Polyspray

Richiedi informazioni sul poliuretano a spruzzo e verifica la disponibilità nella tua zona.

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Polyspray Srl
Via Giuseppe Di Vittorio 4
27058 Voghera (PV)

Telefono: 380 599 3568

E-mail: info@polyspray.it

Operiamo principalmente in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria.

Per cantieri importanti valutiamo interventi in tutto il Nord Italia e in altre regioni.